Superbonus 110%
08/06/2021

La mancata estensione da parte del Governo del superbonus 110% alle strutture alberghiere è stata vista come l’ennesima mancanza di attenzione al comparto del turismo nazionale.
La giustificata delusione degli imprenditori alberghieri e le proteste dei presidenti delle regioni più turistiche sono solo parzialmente alleviate dalle dichiarazioni del Ministro Garavaglia che relativamente al superbonus pochi giorni fa ha detto: “una seconda cosa cui tengo particolarmente è la questione dell'efficientamento 110% delle strutture alberghiere. Abbiamo messo questo miliardo e 800 milioni nel Recovery Plan e indipendentemente dalle scelte di bilancio nazionale lo facciamo, perché abbiamo la necessità di migliorare le strutture ricettive, non solo gli alberghi, anche b&b e agriturismo”.
Questo provvedimento, che più di altri faciliterebbe l’aggiornamento dell’offerta ricettiva nazionale, che soffre di una diffusa obsolescenza, sconta prima di tutto la mancanza di fondi per un numero straordinario di richiedenti, al momento però virtuali. Virtuali perché sono i sondaggi a parlare di 18 milioni di italiani pronti a richiedere i superbonus riguardanti l’efficienza energetica, gli interventi antisismici, l’installazione di impianti fotovoltaici e persino le dotazioni relative alla ricarica dei veicoli elettrici. Ma l’efficientamento inteso nel suo complesso è altra cosa. E c’è un vuoto sconcertante in questa legge: neanche una parola sull’ospitalità, sul comfort degli hotel e quindi dell’ospite. Un’enorme spesa pubblica a beneficio dell’immobile, dell’ambiente, della sicurezza dell’edificio e del risparmio energetico e nulla che riguardi il comfort degli ospiti i quali semmai potrebbero ricevere un piccolo beneficio indiretto …forse.
Come esperti del settore vorremmo sottolineare che la spesa per l’efficientamento energetico delle aziende ricettive stagionali, per hotel e case parzialmente dedicate al turismo, utilizzate mediamente per 160 giorni su 365,  è una priorità discutibile.
In buona sostanza, il clamore di quel bonus “negato” ci pare essere dipeso dalla evidente stagionalità della maggioranza degli alberghi italiani, soprattutto quelli balneari. Restiamo vigili, se ne riparlerà certamente in autunno.



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