I segnali positivi ci sono, bisogna saperli vedere
08/06/2021

E’ arrivata l’ora di Veblen, dell’entrata in campo della leisure class, della generazione che viaggia e che alloggia dove si sta meglio senza badare a spese.
La leisure class sta aspettando, valigie in mano, la conclusione della pandemia da Covid-19, pronta a rinunciare alla socialità parsimoniosa per abbracciare quella ostentativa. E gli analisti affermano che è vicino lo start dell’esibizione del consumo, un consumo fatto di acquisti più vistosi di quelli del 2019. Una manna per l’industria dell’ospitalità se le previsioni fossero centrate.
Appare molto probabile - lo affermano pubblicamente numerosi “benestanti” del mondo della moda, dell’arte e del collezionismo occidentale, i dirigenti frustrati, i sociologi, i filosofi e le vittime dei ripetuti lockdown europei - che al termine di questo calvario giunto alla fine vogliano uscire di casa, viaggiare e favorire l’industria dell’ospitalità migliore che considerano più sicura.
In Italia ci sono circa 1.000 miliardi di mancati investimenti o consumi, diventati risparmi, pronti a trasformarsi in esibizione di ricchezza, in acquisti superflui e quindi in piaceri, leisure e benessere personale. Questi potenziali consumi ostentativi riaccenderebbero e rianimerebbero alberghi e ristoranti, compagnie aeree e crociere, e ovunque sia disponibile lo shopping esclusivo.
Come prevedeva Veblen allora e come ha recentemente evidenziato anche il Travel Sentiment Index, si tratta di “sentimenti” che riguardano una numerosa platea di “maturi pensionati”, di famiglie di tycoons, di dirigenti e manager “depressi” dalla lunga inattività, ma anche di persone normali che studiano ogni giorno come rifarsi dei piaceri perduti.
Questo mood in costante e progressiva diffusione ci da la dimensione del senso di impazienza della domanda turistica, pronta a “svenarsi” pur di concedersi momenti ed esperienze extra-ordinarie. Al di fuori di quell’ordinario da cui, come confermano anche i sondaggi mensili di Peter Yesawich, le persone vogliono fuggire grazie proprio a “nuove vacanze”.
La maggior parte dei follower del settore ritiene che tra giugno e settembre il 60% della popolazione europea raggiungerà le destinazioni costiere, le spiagge, ma anche le montagne o i laghi.
Il consumo vistoso dominerà questa stagione vacanziera e con un po’ di fortuna registreremo anche la ripartenza dell’intera industria dell’ospitalità viaggiando su strada, per mare e per aria. E’ l’incipit di una nuova era turistica dopo 15-16 mesi di sofferenza.



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