Sotto la lente degli investitori internazionali
08/06/2021

117 miliardi di euro, tanto vale il patrimonio alberghiero italiano secondo l’ultimo studio World Capital e PKF. E non c’è dubbio che in un momento di grande crisi come questo, nel quale molti imprenditori sono in difficoltà, gli alberghi italiani, soprattutto gli asset premium, facciano gola a numerosi gruppi internazionali di finanza aggressiva.
Sapendo che i grandi fondi internazionali non cercano gestioni da modificare, ma asset immobiliari che garantiscano un reddito annuale per i propri soci, quali sono le prospettive per il settore alberghiero?
Detto della possibilità, che è più opportunità che rischio, che arrivino fondi di investimento stranieri che comprano, rivendono e talvolta trasformano l’offerta di ospitalità, quasi sempre in meglio comunque, il settore sta registrando un interessante movimento di compravendite che vede protagonisti investitori coraggiosi, solidi e lungimiranti. Quasi sempre però a caccia di “ghiotte occasioni” soprattutto nelle principali città d’arte e d’affari italiane. Quelle che nonostante il momento di grave sofferenza rimangono le più attrattive in fatto di investimenti di medie e grandi dimensioni.
Possono stare d’altra parte “tranquilli” gli hotel stagionali, anche i più famosi, che raramente sono in grado di garantire il reddito annuale netto necessario per attrarre gli investimenti dei private equity che studiano e si focalizzano solitamente sulle 10 location italiane più importanti in termini di volumi e brand equity.
E’ proprio in questo contesto che, secondo i principali analisti del real estate alberghiero, gli investitori si attendono sconti sul prezzo dell'immobile a causa di una insufficiente liquidità di cassa dei proprietari, carenza di finanziamenti e prestiti ipotecari da parte degli istituti di credito e sofferenza economica di tutti quegli hotel che non sono “trophy asset”.
D’altra parte tutti sanno che l’estate porterà una robusta ripresa della domanda domestica e l’arrivo di clientela leisure che avvicinerà le performance degli hotel ai livelli pre-Covid. In prospettiva, se la ripresa non sarà bruscamente interrotta, il rischio per gli investimenti nel settore alberghiero sarà minimo.



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