La voglia di viaggiare resiste, ma è reale o virtuale?
08/04/2021

La voglia di viaggiare sembra non calare (ottimo indicatore per l’imminente stagione estiva), nonostante gli ostacoli fisici e psicologici, materiali ed immateriali che la pandemia ci sta ponendo.
In questo ultimo anno tra le tante rinunce che abbiamo dovuto fare c’è sicuramente anche quella legata ai viaggi. Il Covid-19 ci ha impedito di assecondare la “sindrome di Wanderlust” ovvero quel bisogno più o meno latente in tutti noi di viaggiare, di scoprire nuovi mondi. Secondo alcuni studiosi gli appassionati di viaggi, i cosiddetti wanderluster, hanno questo desiderio inscritto proprio nel DNA. Si tratta di un vero e proprio gene, definito “gene di Wanderlust” (è l’unione di due parole tedesche: “Wander”, girovagare, e “Lust”, desiderio) denominato DRD4-7r. Questo gene è il recettore della dopamina D4 che regola il livello di curiosità e rende sensibili agli stimoli esterni. Perciò la sua funzione è collegata a quella della dopamina che svolge un’azione fondamentale nel determinare gli equilibri dell’umore. Avere la passione per i viaggi, per ciò che è esotico, sconosciuto, lontano dalla nostra comfort-zone, ha insomma una vera base scientifica.
Forse il 54% dei residenti nel Vecchio Continente che intende, secondo un sondaggio della European Travel Commission, fare un viaggio prima della fine del prossimo luglio soffre di questa “malattia” e dimostra che c’è comunque una forte domanda repressa. Questa e altre indagini evidenziano come il desiderio di pianificare un viaggio e con esso di conquistare una nuova normalità, non è svanito. Adesso si tratta di capire se e come questa voglia si tramuterà in una prenotazione e in una vacanza, passando dalla virtualità alla realtà. Realtà che anche nell’estate 2021 registrerà prevalenti spostamenti in auto verso destinazioni e località turistiche di prossimità, solide e generose in comfort e servizi, e soprattutto capaci di comunicare con “leggerezza” ed efficacia quelle misure di sicurezza fondamentali per la tranquillità dei propri ospiti. 7 viaggiatori su 10 si sentono più sicuri e rilassati se ci sono protocolli rigidi, ma semplici da seguire e assecondare.



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