La domanda che non ci fa dormire: quale prospettiva per l'industria dell'ospitalità?
09/03/2021

Molti, troppi hotel sono andati a zero. Hanno perso tutto: fatturato, portafoglio, reputazione, persino i dipendenti e i consulenti. In un anno l’albergo è deperito, invecchiato e come minimo si è “impolverato”. E vale poco perché non sta producendo reddito. Così fondi e colossi internazionali dell’immobiliare si stanno guardando intorno alla ricerca di ghiotte occasioni nell’hotellerie italiana, che ci sono perché la sofferenza economica e finanziaria del comparto alberghiero è sotto gli occhi di tutti.
Oltretutto l’avviamento è un lontano ricordo, presente solo nella mente della proprietà, perché chi rileva l’albergo ritiene di dovere ripartire da zero.
Ma se da un lato diversi imprenditori stanno pensando seriamente di mollare, circondati anche dagli “avvoltoi” dall’altro c’è chi, con coraggio e visione, pensa a fare sviluppo e persino chi punta a nuove acquisizioni. Certo che trovare collaboratori e alleati proprio tra i fondi d’investimento è quasi utopico. Non parliamo degli istituti di credito che non offrono sponde essendo concentrati sulle opportunità e tendenti a rigettare richieste credito e agevolazioni finanziarie. A chi devono rivolgersi gli albergatori in questo particolare momento storico?
In questa situazione il ruolo e la strategia di Cassa Depositi e Prestiti sarebbe essenziale.   Speriamo che un “cavaliere bianco” intervenga a tutela della migliore ospitaltà italiana, perché è lei ad essere rimasta incastrata nel crollo della domanda 2020. Chi scenderà in campo a difesa del patrimonio alberghiero italiano per evitare che i migliori asset alberghieri cadano in mani straniere.



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