Italian Hotel Monitor: 2020 annus horribilis dell'hotellerie italiana
10/02/2021

Il 2020 è stato un anno disastroso per le strutture ricettive del Paese, il primo in Occidente a subire gli effetti della pandemia di CoVid-19. In un contesto nazionale che registra un crollo record del PIL del -8,8%, il settore turistico ed in particolare il comparto ricettivo è tra le attività più colpite. Gli alberghi nelle città d’arte e d’affari si sono fermati a marzo dello scorso anno e per lo stop a musei e mostre, meeting, fiere e congressi non sono più riusciti a ripartire, azzerando in questo modo il business travel. I comprensori sciistici e gli stabilimenti termali sono rimasti quasi sempre chiusi, a parte un centinaio di giorni la scorsa estate. Il centro studi di Federalberghi ha stimato una perdita di 236 milioni di presenze e circa 14 miliardi di euro per gli esercizi ricettivi italiani, con un calo complessivo del 54-56% rispetto al 2019.
Le rilevazioni di Italian Hotel Monitor per il 2020 sono proseguite, anche per stare vicini agli operatori del Panel e, pur limitate alle strutture ricettive rimaste operative, evidenziano anch’esse una diminuzione della R.O. (occupazione camere media) della categoria upscale di quasi 30 punti (-29,9), che passa dal 71,8% del 2019 al 41,9% del 2020, mentre l’ADR (prezzo medio camera) flette dell’11,5%, da 117,13 euro del 2019 a 103,64 euro. Per quanto riguarda le altre tipologie, negli hotel di classe midscale (3 stelle), che per capacità ricettiva e diffusione rappresentano la caratteristica ospitalità italiana, l’occupazione camere si ferma al 46,1% (-20,4 punti) ed il prezzo medio a 52,03 euro (-11,3%), mentre la R.O. per gli hotel di classe luxury scende al 35,8% (-32,0 punti), con un’ADR a quota 352,62 euro (-6,6%).
Per una lettura più chiara di questi dati, ricordiamo che va tenuto conto che sono frutto delle indicazioni fornite dai soli alberghi rimasti operativi, a fronte della chiusura di almeno il 70% delle strutture in media nelle varie città monitorate, con picchi fino ad oltre il 90% per gran parte del 2020.
Purtroppo il 2021 non è iniziato sotto i migliori auspici e la crisi del settore alberghiero si sta facendo sempre più grave. Solo con l’ingresso in zona gialla di gran parte delle regioni italiane ad inizio febbraio si comincia a registrare una lenta ripartenza del movimento turistico e dal 15 febbraio dovrebbe ripartire anche lo spostamento fra le regioni.



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